L’America dice “basta” al download di materiale protetto da diritti d’autore
Poveri “naviganti” statunitensi della rete, da oggi dovranno fare molta attenzione a non scaricare materiale protetto da diritti d’autore, infatti, se i naviganti della rete vorranno evitare di essere segnalati per uno dei sei “strike” da parte dei provider, gli “strike” sono degli avvertimenti che saranno mandati dagli ISP Americani nel momento in cui, questi verificheranno un comportamento non regolare dei navigatori per quanto riguarda il download.
La privacy della navigazione che fine ha fatto?
A questa iniziativa di “controllo” hanno già aderito i più importanti provider degli Stati Uniti, come AT&T, Verizon, Comcast, Time Warner Cable e si aggiungeranno molti altri a breve, tutti questi provider hanno siglato un accordo volontario, che impegna i fornitori di servizio internet a vigilare sulle eventuali violazioni di copyright da parte dei propri clienti.
In cosa consistono questi avvertimenti?
I provider Americani in caso di verifica di download protetti da diritti d’autore sono tenuti a inviare alcuni avvertimenti scritti in caso di un continuo download illegale di musica e film per un massimo di sei volte; dal quinto “avviso a scopo educativo”, così è stato chiamato dai firmatari dell’accordo, gli ISP possono limitare la navigazione bloccando l’accesso ad alcuni siti, rallentando la connessione o perfino bloccando il numero telefonico degli abbonati.
Dati download illegali
Gli ultimi dati diffusi da una verifica della RIAA (Recording Industry Association of America), la SIAE Americana, spiegano che ogni anno i download illegali contribuiscono alla perdita di circa sedici miliardi di dollari all’industria delle case discografiche e major hollywoodiane.
Tutto questo è legale?
Naturalmente moltissime sono state le critiche provenienti da tutto il web, la rete insorge sull’ingiusto provvedimento che trasformerebbe, di fatto, gli ISP in veri e propri “controllori” della rete.
La domanda che mi pongo è questa: Si parla tanto, in questi ultimi mesi, di privacy su internet, di problemi di controllo da parte degli smartphone di ultima generazione, di leggi sempre più severe per quanto riguarda la conservazione dei dati sensibili dei clienti da parte di qualsiasi attività commerciale, e poi con quest’ accordo veniamo a sapere che tutto quello che cerchiamo su internet è “non solo monitorato, ma anche registrato”! La mia domanda è, allora chi controlla il controllore? E poi con quale qualifica gli addetti a questo tipo di verifica possono monitorare i nostri dati sensibili?
Le multe sono “salate”
In America lo sappiamo è tutto più “grande”, le strade a otto corsie, i mega-centri-commerciali, le angurie giganti…… di conseguenza anche le multe sono “sproporzionate” al download effettuato, caso emblematico quello di una madre di quattro figli del Minnesota che secondo gli avvocati delle case discografiche deve pagare una multa 1,5 milioni dollari per aver scaricato illegalmente ventiquattro canzoni e per averle condivise sulla rete p2p, i ventiquattro brani costerebbero circa 24 dollari su iTunes.
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